2000 - Torino - Piazza della Repubblica - Porta Palazzo

Concorso internazionale di progettazione “Risistemazione di Piazza della Repubblica a Porta Palazzo”.

ENTE PROMOTORE: Comune di Torino, The Gate – Progetto Pilota Urbano della città di Torino
SITO: Piazza della Repubblica, Porta Palazzo, Torino - Piemonte
PROGETTO: Capogruppo: arch. Luca Farinelli
con architetti Giovanni Fortini, Sergio Fortini, Daniela Cardinali, ing. Marco Maccanti

Progetto vincitore, I° Classificato

ANNO: 2000

DATI: Il complesso di mercati di Porta Palazzo conta 1100 punti vendita distribuiti in una serie di spazi a ridosso degli edifici destinati ai mercati coperti. Piazza della Repubblica occupa una superficie di 51.300 m2 e conta un’affluenza giornaliera di circa 100.000 persone. Il progetto prevede: riqualificazione dello spazio urbano, riqualificazione ambientale, flussi veicolari, mobilità pubblica, mobilità locale, parcheggi, cicli di trattamento dei prodotti mercatali, flussi di movimentazione delle merci, flussi e cicli di trasferimento dei rifiuti, caratterizzazione e accessibilità dei banchi espositivi, montaggio, smontaggio e stoccaggio dei banchi, accessibilità alle attrezzature
e ai sistemi tecnologici e impiantistici, comunicazione e promozione del mercato.

Progetto

AZIONE: Vista dall’alto, questa piazza sembra un gigantesco mercato arabo ferito, che non può più contare sulla compattezza dei suoi confini, sulla fluidità dei percorsi più nascosti, sui tagli di luce importanti. L’idea propulsiva dei ragionamenti prodotti è stata quella di preservare l’aspetto positivo, dinamico, stimolante della contaminazione sociale e sensitiva che si respira in quest’area. Seguire questa sensazione e plasmarla con le esigenze e i vincoli dettati dal contesto. Immediate sono apparse due direzioni: la necessità di rendere questo spazio calpestabile e vivibile nell’arco delle ventiquattrore, distribuendo la scia di mattinate sempre intense attraverso tutta la giornata fino alla notte; il vincolo evidente posto dall’infrastruttura tranviaria che, ancorché silenziosamente, crepa il tessuto della piazza rinsecchendola in quattro tronconi e due appendici. Il nostro tentativo è stato quello di capovolgere questo vincolo per renderlo parte di un sistema complesso, che tenesse conto delle differenze (e divergenze) delle distinte parti della piazza fino a formare un alfabeto altro, una sorta di esperanto architettonico, peraltro riflesso nell’articolato e variopinto interagire razziale, fortemente caratterizzato e flessibile al tempo stesso, capace di risolvere una larga vasca come un lungo-binario, un’occhiata laterale e una panoramica dall’alto. Sono stati organizzati due sistemi di tensostrutture: il primo si allarga a due ali con pannelli tenda leggeri e colorati su due grandi mercati scoperti; il secondo gioca coi binari e con la nuova architettura di Fuksas, s’inserisce negli interstizi degradati e forma il mercato “lineare”.Entrambi i sistemi hanno una vita propria e regolano i flussi della giornata con il loro manto organico.

Infobox e i pannelli in resina/alluminio

Ciò che in ore di mercato è copertura, si può trasformare, parzialmente o del tutto, assecondando criteri funzionali di altri “luoghi” della giornata: diventa esso stesso superficie, suolo calpestabile fluido, a organizzare percorsi e dinamiche di una piazza seconda. C’è continuità, in questa strategia: gli stessi materiali, le stesse tecniche obbediscono nel flusso delle ore a criteri diversi di utilizzo, si alzano e si abbassano come quinte di un teatro permanente, ospitano le urla del venditore torin-arabo o del bimbo che si scopre a scivolare su un pavimento marziano, si dispongono a episodi come bar sulla spiaggia, o si regolano a gradoni per uno spettacolo serale. E dove l’infrastruttura tenta di negare il baricentro della piazza, riducendolo a incrocio di ferri complanari, la struttura si concretizza in edificio, si libra oltre le rotaie e forma un centro aereo di visuali intreccianti, tra l’architettura storica e quella contemporanea. Nuovi grigliati fronteggiano i tram, giocano lungo senza impedire alcuna connessione visiva tra le parti, ironizzano tra il vecchio e il nuovo come un velo calato, oppure segnano il portale d’accesso a quello che è diventato una forma di ghetto metropolitano, tentando di rinfocolare con l’ironia l’attenzione per una dignità da ricostruire. Si è cercato di plasmare i tempi fino a confonderli, portarli su piani differenti, ognuno capace di essere per un quotidiano, rinnovabile istante, centro di un evento.

RICORSO: Nel maggio dell'anno 2000 un ricorso al TAR Piemonte, da parte di alcuni partecipanti ha bloccato il concorso, con relativo incarico di progettazione, e la graduatoria pubblicata è stata annullata da una sentenza del TAR (n°478 del 13/02/02), con la quale è stato accolto il ricorso: la"determinante assenza" di alcuni membri della giuria aveva viziato "in modo radicale l'attività valutativa dell'organo collegiale.




CONCORSO DI COLPA (video, 21:01)
presentato a Firenze nel 2002, 6° Festival architettura in video IMAGE



rassegna stampa
Il Giornale del Piemonte 25 maggio 2000
Torino sera 25 maggio 2000
Torino Sette 7 gennaio 2005
Relazione finale The Gate