2002 - Messina - Ristrutturazione Teatro Vittorio Emanuele

ENTE PROMOTORE: Comune di Messina - Ente banditore
SITO: via Garibaldi.

L'edificio, costruito poco dopo la metà del 1800 in stile neoclassico, ha subito gravi danni a seguito degli eventi naturali e bellici che hanno colpito la città nel XX secolo e dopo decenni di abbandono è stato ricostruito internamente agli inizi degli anni '80.
L'intenzione dell'Ente Banditore è quella di ristrutturare integralmente l'edificio con particolare riguardo al restyling esterno della torre scenica, al miglioramento delle caratteristiche di visibilità e di acustica della cavea ed all'adeguamento dell'impiantistica alle nonne vigenti in materia di locali per il pubblico spettacolo.

PROGETTO: Capogruppo: arch. Luca Farinelli
con architetti Giovanni Fortini, Sergio Fortini, Carla Tavernelli (acustica); ingegneri Giuliano Mezzadri, Gualtiero Stabellini, Davide Grandis

ANNO: 2002

dimensioni reali

AZIONE: Sebbene fortemente modificato dalle vicissitudini della Storia l’edificio conserva quasi nella sua interezza il blocco di ingresso al Teatro costituito da servizi quali la biglietteria, un bar e soprattutto l’originale foyer. La necessità di preservare quel che resta della memoria storica dell’edificio ha portato alla scelta di non intervenire in alcun modo sulla preesistenza se non per una mirata operazione di restauro che ne ristabilisca il più possibile l’aspetto originale.
L’intervento di progetto ha dunque interessato le parti già compromesse durante i restauri degli anni ottanta. La non corretta impostazione della sala del teatro relativamente alle norme di visibilità, di acustica e di sicurezza ha favorito la scelta di un completo ridisegno della stessa con conseguente riassetto dell’intero sistema distributivo.


La nuova platea permette un allargamento del golfo mistico. Al fine di ottenere una perfetta visibilità da parte del pubblico, si è anche proceduto al ridotto ma significativo ampliamento del boccascena che passa da un’apertura di 14 mt ad una nuova apertura di 15 metri. Questo lieve cambiamento permette di ottenere elevati standard di visibilità e di acustica senza compromettere necessariamente la struttura della torre scenica.
Un piccolo auditorium per circa duecento persone si innesta sotto la copertura. Un diaframma apribile sostituisce il sipario e consente alla fluidità dello spazio di proseguire, diventando sala per la danza verso la grande vetrata sul mare: il teatro si apre alla scena della città e del suo paesaggio.




relazione concorso:
MESSINscena