2010 - Atlantic City - Atlantic Memorial Competition
PROGETTO: architetti Luca Farinelli, Giovanni Fortini, Cristiano Loberti, Nicola Di Pietro



Nel progetto il gioco delle mutevoli prospettive e l’interazione di luce e ombra evocano emozioni e invitano i passanti a fermarsi.




Una zattera di legno nero alla mercÚ dell’Oceano Ŕ l’immagine dell’Olocausto, la condizione estrema dell’uomo sopraffatto dal potere del male che Ŕ dentro di noi. Le vele di vetro bianco che si alzano e si aprono come ali che vibrano nell’aria, e riflettono l’infinita varietÓ del cielo, sono come un grido per la speranza e la libertÓ.



Sono radicate nella zattera come l’erba nelle dune dietro il Memorial, proprio come l’uomo Ŕ radicato nelle cose semplici della vita di ogni giorno. Sulla loro superficie riflettente le ali trattengono il pallido disegno dei fili d’erba, una mutevole traccia leggera e spezzata che come la vita in condizioni estreme pu˛ essere cancellata dalla furia degli elementi in ogni momento.



In our design the interplay of changing perspectives and the interaction of light and shadows evoke emotions and invite people passing along the boardwalk to pause.
A black wooden raft at the mercy of the Ocean is the image of the Holocaust, the extreme condition of man overcome by the power of the evil which is inside us. The white glass sails rising and opening like wings fluttering in the air, reflecting the infinite variety of the sky, are like a cry for hope and freedom. They are rooted in the raft like grass in the sand dunes behind the Memorial, just as man is rooted in the simple things of his everyday life. On their shiny surface the wings still retain the pale outline of grass stalks, a light broken changing trace, which, like life in extreme conditions, can be wiped off by the fury of elements any moment.