2013 - Ferrara - Nuovo insediamento universitario

ENTE PROMOTORE: Università degli Studi di Ferrara
SITO: via Aldo Moro - Cona (FE)
PROGETTO: con Open Project S.r.l. di Bologna, IN.TE.SO. Ingegneria S.r.l. di Rimini, dott. geol. Davide Bernardinello

ANNO: 2013

dimensioni reali

Le preesistenze costruite, le caratteristiche geofisiche e ambientali del lotto, il parcheggio fotovoltaico di imminente realizzazione, hanno tracciato il disegno dell’edificio facendo propendere per una forma che al contempo garantisse permeabilità e fluidità, oltre a rappresentatività e riconoscibilità, senza rinunciare alla facilità di orientamento dei fruitori. La scelta è dunque ricaduta su una conformazione a corte, seppur rivisitata e plasmata in base alle esigenze specifiche dell’edificio.

dimensioni reali

Di ascendenza classica, tale forma rimane a lungo associata ai luoghi dello studio e del pensiero oltre che della socialità e dell’incontro; ma offre pure una mediazione tra interno ed esterno, tra l’edificio e la città, generando uno spazio al contempo pubblico e privato, aperto e protetto: isolata dai rumori della strada e dall’inquinamento del parcheggio, essa diviene un luogo intimo che favorisce quello scambio di relazioni e informazioni che è linfa vitale di ogni attività di ricerca e formazione.
Verso obiettivi di permeabilità e connessione col contesto si muove l’operazione di “frattura” della corte: per dialogare con l’intorno questa si apre alla strada di accesso mediante un percorso di collegamento che, in corrispondenza dell’accesso principale, diviene vera e propria piazza, estensione della corte interna. Tale processo si approfondisce distaccando dal corpo principale una sua costola: un volume minore concepito per una fruizione anche indipendente dall’attività strettamente didattica, e dunque estesa all’utenza comune.

Tali aperture necessariamente movimentano la planimetria, introducendo nel rigore simmetrico della tipologia a corte un elemento, per così dire, di violazione della norma. Come nel procedimento delle scienze, che coniugano rigore logico e fantasia intuitiva e fissano in norme il dinamismo della natura, l’edificio armonizza ortogonalità e non ortogonalità, linee rette e curve, staticità e movimento, quadrature e cerchi.
Nella medesima direzione va pure il trattamento della copertura e delle facciate, che, pur concepite esse stesse su un impianto regolare, ammorbidiscono i segni e vivacizzano la matericità del volume costruito.
Una griglia in acciaio copre l’edificio, da cui si eleva mediante una struttura a pilastri che assolve alla quadruplice funzione di schermare dall’irraggiamento solare le coperture e la corte, di occultare gli impianti alloggiati sul tetto, di slanciare la silhouette dell’edificio e al contempo di renderlo unitario.


dimensioni reali

In una fusione armoniosa tra tutte le parti del corpo, la copertura, oltre a riprodurre a terra la sua trama, prosegue il proprio ordito nello scheletro metallico dei frangisole in facciata. Essi, che rappresentano l’aspetto esteriore, la pelle del corpo edificato, cercano di armonizzarsi con il contesto e sposarne cromie e materiali. Si è dunque scelto di farne un pattern modulato sui toni della terra e del mattone, che evoca il cotto della tradizione ferrarese, e al contempo si sposa con la facciata dell’ospedale che gli sta di fronte. Fortemente caratterizzanti e di sicuro impatto, essi assurgono al ruolo di elemento identitario, che regala immediata riconoscibilità all’edificio, e può divenire landmark visibile anche a distanza per chi si avvicini all’edificio.

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Concepiti per consentire un elevato confort degli occupanti e regolare l’irraggiamento degli ambienti durante tutto l’arco della giornata, la loro apertura, chiusura e orientamento sarà regolato, in base alle condizioni di irraggiamento, da un sistema automatico integrato con il controllo del flusso luminoso dell’illuminazione artificiale; e all’occorrenza potrà essere forzato con comando manuale per specifiche esigenze funzionali dell’ambiente. Questa impostazione del controllo di tipo locale e non per facciata, unitamente al trattamento cangiante della facciata, offrirà all’osservatore esterno, la visione di un ambiente “vissuto” e “personalizzato” e non una facciata piatta e uniforme.