UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

viale Orlando Furiosocorso Ercole I° d'Estecorso Martiri della Libertàcorso Porta Renovia BolognaCastelloGiardiniviale Cavourcorso della Gioveccadimensioni reali

Provate ad immaginare cosa succederebbe se a Ferrara tornassero a circolare tram su rotaia...

Tram che entrano in pieno centro storico e in pochi minuti collegano tra loro i nodi di interscambio (stazioni, idrovia, parcheggi terminal, parco urbano, ospedale).

Pensate a una linea (per esempio azzurra) che ogni dieci minuti partendo dalla stazione centrale percorra Viale Cavour e Corso Giovecca e porti ai futuri parcheggi d' interscambio; e a una linea (per esempio verde) che dalla futura stazione della metropolitana, lungo via Bologna, Corso Porta Reno e - perché no? - via Ercole d’Este, arrivi al parco urbano.

Come ipotizzare una futura espansione della ZTL quando il trasporto pubblico tradizionale transita nel centro storico per tutta la giornata e chi la città la vive –lavoratori, studenti, pendolari, residenti– nonostante il servizio capillare, continua imperterrito a servirsi della propria automobile?
E “Perché”, viene da domandarsi? Perché arriva prima? Perché può parcheggiare facilmente? Perché l’abbonamento del parcheggio costa meno di quello dell’autobus?
Perché, scusate l’ironia, il safari nella giungla urbana è una vera passeggiata?
E se gli autobus, ormai démodé, ghettizzati si concentrassero prevalentemente nelle zone extra-mura e collaborassero anche con le avveniristiche metropolitana leggera e idrovia?

E i turisti? Come si comporterebbero se all’arrivo in città si trovassero tra le mani un quasi vergine stradario, che invece della consueta selva di simboli, arzigogoli e colori fosse un minimale ortogonale incrocio tra un cardine verde e un decumano azzurro?

Molte le città europee -e non solo- che si sono convertite alla mobilità su rotaia; e gli esempi, del resto, non mancano anche in Italia. La “conversione” di Ferrara faciliterebbe la riorganizzazione del piano del traffico al fine di alleggerire la mobilità privata, come auspicato anche dal nuovo Piano Strutturale Comunale.

Immaginando le mura della città come i muri di un unico edificio e i suoi quartieri come piani di quell’ edificio, i tram diventano, “logicamente”, ascensori.
E cosa può esserci in una città piatta che più piatta non si può?
Nient’altro che "ascensori orizzontali".

pubblicato il 1 Settembre 2006


per restare in tema:

Viaggio a Parigi, aprile 2007 - Nuova linea del Tram T3 Porte d'Ivry-Pont du Garigliano

Ferrara nei primi '900 (tratte da www.estense.com)